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La storia di

MASSIMILIANO TASSONE

Imprenditore | Impresa edile Tassone Massimiliano - C. S.A.S

MASSIMILIANO TASSONE

La storia di MASSIMILIANO TASSONE - Imprenditore | Impresa edile Tassone Massimiliano - C. S.A.S

Sono entrato in Private Community undici mesi fa, quasi per caso. Avevo visto alcuni contenuti su Facebook, mi avevano incuriosito e ho chiesto informazioni a un amico che faceva già parte della Community. La sua risposta è stata: "Non fa per te." Per un po' l'ho presa per buona e ho lasciato perdere. Eppure quella curiosità è rimasta sotto traccia.

Qualche tempo dopo, un altro membro mi ha invitato a una riunione. Ho deciso di andare. Sono entrato come ospite, senza aspettative particolari, ma quella serata mi ha colpito: il clima, le persone, il tipo di confronto. Ho avuto la sensazione che lì dentro ci fosse qualcosa che valeva la pena approfondire.

Io ho un'impresa edile che porto avanti da oltre trent'anni. Per trent'anni sono stato un imprenditore chiuso: nessun socio, nessuna vera partnership, nessuna voglia di condividere decisioni. Ero convinto che l'unico modo per far funzionare le cose fosse tenere tutto sotto il mio controllo. Non volevo consigli, non volevo che qualcuno giudicasse il mio operato.

Private Community ha iniziato a spingermi fuori da questa gabbia, prima lentamente, poi in modo sempre più netto. Il primo vero cambio di prospettiva è arrivato con il percorso di Mindset, seguito dallo Skillset Booster. Lì ho messo in fila tante cose: ho acquisito velocità nel prendere decisioni, maggiore chiarezza nel leggere le situazioni e la capacità di processare le opportunità insieme agli altri, invece di chiudermi nel mio ufficio a pensarci da solo. Ho iniziato a domandarmi non solo cosa voglio io, ma anche con chi voglio farlo.

In parallelo ho iniziato a leggere "Chi c'è nella tua STANZA?". Quel libro mi ha aiutato a visualizzare in modo molto concreto la mia vita e le mie relazioni: una stanza in cui scegliere consapevolmente chi far entrare, chi lasciare in un angolo e chi tenere fuori. Ho iniziato a chiedermi: chi mi fa bene? Chi mi appesantisce? Con chi voglio davvero condividere il mio tempo e i miei progetti? Questo esercizio ha avuto un impatto forte sul mio modo di selezionare le persone, le collaborazioni e le opportunità.

In Community ho scoperto una cosa che oggi considero fondamentale: i problemi degli imprenditori, alla fine, si assomigliano, indipendentemente dal settore o dalla dimensione dell'azienda. Nelle riunioni ascolto spesso domande su dipendenti, soci, collaboratori, vendite, gestione del tempo. Potrei farle io, ma le fa qualcun altro. Io mi immedesimo, ascolto le risposte che riceve, prendo appunti. Se una risposta merita, la porto a casa e la applico. In questo modo, da ogni riunione esco con molte più soluzioni rispetto a quelle che porterei da solo.

Col tempo ho iniziato a percepire chiaramente il "prima" e il "dopo". Prima mi sentivo in una stanza buia, con le tende chiuse. Oggi mi sento in un loft luminoso, con le finestre spalancate.

Per anni ho costruito un puzzle in bianco e nero, con tessere tutte grigie: faticose da mettere al posto giusto, tutte uguali, senza una visione d'insieme. Ora quel puzzle ha poche tessere colorate mancanti e io so esattamente dove collocarle. Tutto è più chiaro, più leggibile, più semplice da collegare.

Questa nuova consapevolezza si è tradotta in scelte molto concrete. Negli ultimi mesi:

ho rilevato una società immobiliare insieme ad altri due soci;

sto valutando l'ingresso in un'altra società con uno di questi soci;

mi sono aperto a nuovi mercati all'estero, tanto da fare il passaporto e programmare una trasferta per capire di persona le opportunità nel settore edilizio fuori dall'Italia;

un collaboratore storico, che gestisce un'attività di noleggio gru, stava per chiudere: gli ho proposto di rilevare l'azienda;

un altro imprenditore con cui collaboro doveva chiudere la sua attività: anche lì ho scelto di propormi per subentrare, invece di assistere passivamente alla chiusura.

Sono scelte che richiedono coraggio e visione. Un tempo non avrei nemmeno preso in considerazione l'idea di entrare in società con qualcuno. Oggi, se un progetto mi interessa, sono io il primo a chiedere di entrare in società.

Questa apertura non significa improvvisazione, anzi. Significa selezionare meglio: persone, progetti, Mission. Quando valuto una collaborazione, guardo non solo alla mia Mission, ma anche a quella dell'altra persona o dell'altra azienda. Cerco coerenza, valori comuni, allineamento. È una cosa che prima non facevo, semplicemente perché non mi ponevo il problema: il mio mondo finiva ai confini della mia impresa edile.

Oggi, invece, è esattamente il contrario: la mia impresa edile è il cuore del mio lavoro, ma attorno ad essa c'è un sistema di relazioni, società, progetti condivisi. E questo sistema si è sviluppato grazie alla Community.

Oggi ricopro anche il ruolo di Presidente della mia Community. È un ruolo che sento come una responsabilità e un'opportunità insieme: quella di creare un contesto dove altri imprenditori possano fare il tipo di percorso che ho fatto io, passando dalla chiusura alla collaborazione, dalla solitudine alla condivisione, dalla paura di farsi giudicare al desiderio di confrontarsi.

Se ripenso a quando mi dissero "Non fa per te", sorrido. Private Community, invece, è esattamente il posto giusto per me. Le opportunità, in realtà, c'erano già. Il punto è che prima non le vedevo. Adesso sì.