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La storia di

LUCIANA GRANDE

Imprenditrice | Utopia S.A.S - Agenzia di comunicazione

LUCIANA GRANDE

La storia di LUCIANA GRANDE - Imprenditrice | Utopia S.A.S - Agenzia di comunicazione

Quando ho iniziato questo percorso con Private Community, non sapevo esattamente cosa aspettarmi. Cercavo qualcosa che mi stimolasse, che mi aiutasse a crescere ancora. Ero già imprenditrice da molti anni, ma sono una persona curiosa per natura. Mi definisco una "discepola della vita", e per me l'apprendimento è un viaggio senza fine.

Nel tempo ho capito una cosa fondamentale: non vale la pena sforzarsi di essere qualcosa che non si è. Ognuno affronta le difficoltà in modo diverso. Io, ad esempio, non le affronto di petto. Le aggiro, trovo percorsi alternativi. Per molto tempo ho creduto che fosse un limite. Oggi so che è semplicemente il mio modo. E va bene così.

La Community mi ha aiutata a riconoscere questo aspetto e a farlo mio. Certo, la crescita personale è un percorso complesso e ricco di stimoli diversi, ma Private è stato senza dubbio uno dei binari più fertili e trasformativi.

Negli ultimi due anni, anche grazie al confronto continuo con la Community, ho vissuto uno dei passaggi più delicati e potenti della mia vita professionale: il passaggio generazionale con mia figlia Irene. Non è stato un cambiamento improvviso, ma un'evoluzione graduale, lucida e condivisa.

Ci siamo ascoltate profondamente. Lei è impulsiva, visionaria, veloce. Io sono riflessiva, pragmatica, organizzata. Due mondi apparentemente lontani, che abbiamo imparato a far dialogare. Gli strumenti di Private Community, come il lavoro sugli stili comportamentali, ci hanno aiutato a comprenderci meglio anche sul piano personale. Oggi Irene è la mia socia, ma soprattutto una donna che ammiro profondamente.

Abbiamo rivisto insieme Vision, Mission e valori aziendali, immaginando il futuro di Utopia non più solo come agenzia digitale, ma come un punto di riferimento per la costruzione del brand personale e l'analisi della figura. È un'evoluzione concreta, che sta già dando i suoi frutti.

Un episodio che mi ha colpita particolarmente riguarda la scelta della nuova forma societaria. Ero indecisa se aprire una S.R.L. Mi sono confrontata con altri imprenditori della Community, ho ascoltato storie simili, esperienze dirette, consigli pratici. Quel confronto ha avuto più valore di qualsiasi consulenza formale. Così ho scelto, con consapevolezza e condivisione: siamo diventate una S.A.S.

All'interno dell'azienda ho sempre creduto nella collaborazione, non nella gerarchia. Siamo in sette, tutte donne. Ognuna sa di poter parlare liberamente, e lavoriamo in sinergia. Abbiamo costruito una mappa dei processi con ruoli, competenze primarie e secondarie, e piani B pronti all'uso. Non è comune, ma per noi è essenziale. È il nostro modo di lavorare bene e vivere meglio.

Credo in una leadership che non impone, ma ascolta. Per me, l'azienda è una zattera con tanti remi: ognuno rema a modo suo, ma tutti nella stessa direzione.

Il lavoro sul mindset, ha trasformato anche il rapporto con mia figlia: da litigiose siamo diventate una squadra. Ognuna con il suo passo, ognuna con il suo ruolo. Lei è una go-getter, io una nutrice. E oggi sappiamo quanto abbiamo bisogno l'una dell'altra.

E, in fondo, non è un caso se Irene ha scelto un marito che... mi somiglia tantissimo! Un segno che certi equilibri funzionano davvero.

E poi c'è stato quel momento, durante uno degli esercizi del Mindset Booster, in cui ho capito quanto la relazione con mio padre abbia influenzato la mia vita. Lui avrebbe voluto un maschio. Io, per sentirmi "abbastanza", ho imparato a saldare, smontare e rimontare computer. Sono diventata una nerd. E solo allora ho capito il perché. Quella consapevolezza ha dato un senso nuovo a tutto il mio percorso.

Oggi, dopo oltre trent'anni di esperienza, potrei pensare di aver già visto tutto. Ma non è così. Continuo ad avere voglia di imparare. E Private mi dà la spinta per farlo ogni giorno, con uno scopo chiaro: contribuire al benessere degli altri, prima ancora che al mio. Questo è ciò che mi guida.

Il beneficio economico? È arrivato. Ma come naturale conseguenza. Quando fai le cose giuste, nel modo giusto, i risultati arrivano. Non è una promessa. È un fatto.

Se Irene continua a evolversi, io ho fatto la mia parte. E continuerò a farla finché mi divertirò. Ho ancora voglia di smontare qualche PC... ma soprattutto di veder crescere questa azienda, che oggi è davvero nostra, con il suo stile, la sua forza, la sua bellezza.

Private per me non è stato solo un percorso. È stato un viaggio dentro me stessa. E, soprattutto, un viaggio condiviso. E so che continuerà a esserlo.