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La storia di

Gianni Larcher

Imprenditore | PANTANO S.R.L. Marmi, Onici e Graniti

Gianni Larcher

"IL DIETRO LE QUINTE DEL MIO CAMBIAMENTO IMPRENDITORIALE." La storia di Gianni Larcher - Imprenditore | PANTANO S.R.L. Marmi, Onici e Graniti

Lavoro nel mondo del marmo da molti anni. Faccio consulenza sui materiali e produco manufatti in marmo, onice e granito. È un mestiere concreto, fatto di numeri, misure e capitolati, e per molto tempo anche il mio modo di comunicare con i clienti è stato così: corretto, tecnico, ma essenziale.

Le mie offerte erano tutte simili: "Vi ringrazio per la richiesta, il prezzo del pavimento e rivestimento è tot, il prezzo degli scalini è tot, resto a disposizione, cordiali saluti." Mancava però una parte fondamentale: il perché, il valore, la promessa dietro quei numeri.

Con Private questo è cambiato. Non dall'oggi al domani, ma attraverso un lavoro continuo su Mission, Vision e valori. Oggi ogni proposta che esce dalla mia azienda contiene una value proposition esplicita: che cosa prometto, come mi impegno, che cosa porto di diverso al cliente. Non è più solo un preventivo, è una dichiarazione chiara di identità e posizionamento.

Uno degli episodi che collego di più a questo cambio di prospettiva è l'esperienza con l'evento Hospitality, nato all'interno della community. Ci siamo ritrovati attorno a valori comuni e su quelli abbiamo costruito la nostra Mission e la nostra Vision legate alla proposta di contract. Il risultato è stato uno stand diverso dal solito, costruito su un modo nuovo di intendere il lavoro nell'Hospitality: prima i valori, poi i numeri.

Quando ho chiesto a Combine di aiutarmi a preparare una scaletta per una nuova partecipazione in fiera, una delle indicazioni che mi ha colpito è stata quella di prevedere ogni mattina, alle nove, un breve briefing con il team per riallinearsi su Mission e Vision. Il nostro è un contract particolare: individuiamo fin dall'inizio tutti gli attori che parteciperanno ai lavori, soprattutto dal punto di vista edilizio. Condividere i valori prima di parlare di prezzi significa creare un terreno comune, sia dentro il team che con gli ospiti dello stand.

All'Hospitality questo approccio si è visto chiaramente: le persone venivano da noi non solo per il prodotto, ma perché sentivano un messaggio chiaro. Avevamo lavorato sul perché e sul come, non solo sul cosa. E, grazie al metodo Private, avevamo invitato in fiera persone già in linea con i nostri valori. Non c'era alcun trucco, ma l'effetto è stato quello di uno stand naturalmente attrattivo.

Quello che non mi aspettavo di trovare in Private è una vera e propria visione culturale e metodologica dell'impresa. Culturale, perché propone un modo di guardare all'azienda diverso rispetto ai classici corsi di formazione e ai network che ho frequentato. Metodologica, perché il percorso è chiaro, strutturato e ti accompagna nel tempo.

L'espressione "Vision & Mission driven" è diventata quasi un mantra: farmi guidare dai miei valori verso obiettivi compatibili con le mie capacità e le mie ambizioni. Non è solo una frase, è un criterio con cui oggi prendo decisioni concrete.

Il metodo passa attraverso il Mindset, i LAB, le riunioni mensili, il confronto con gli altri imprenditori e con i community manager. Ho avuto la possibilità di ricevere contributi importanti da persone di altre Community, che sono venuti da noi a portarci strumenti e punti di vista che da soli non avevamo colto. Persino un "ripasso" sugli aspetti commerciali, fatto in modo diretto e pratico: non è qualcosa che si trova ovunque.

Un momento chiave per me è stato proprio il Mindset, quando ancora si lavorava tutto su cartaceo. Sono state due giornate intense, in cui ho messo sul tavolo me stesso, la mia famiglia, la mia azienda, i miei obiettivi. La prima versione di Mission e Vision che avevo presentato era molto tecnica. Alla fine, un collega mi disse apertamente che quella Vision non ero io: mi ero mostrato in modo appassionato ed emozionale, ma la Vision risultava fredda. È stato un feedback deciso, una di quelle "scosse" che ti fanno fermare e riflettere. L'ho accolto, ho rifatto la Vision e la seconda versione è stata riconosciuta come più autentica, più mia.

Questo tipo di sincerità è, per me, uno dei grandi valori di Private: se qualcuno ti dice solo "bravo" per cortesia, non cresci. Nella community c'è la libertà - e quasi il dovere - di essere onesti tra colleghi.

Anche la nostra community, Pietra d'Angolo, racconta bene il percorso che abbiamo fatto. Il nome è nato quasi per scherzo, il logo da uno scherzo ancora più grande. Eppure, da più di un anno camminiamo insieme. Abbiamo cambiato sede tre volte; oggi ci incontriamo al Golf Le Vigne di Villafranca, un contesto più accattivante e stimolante, suggerito anche grazie al confronto. Questo cambiamento ha contribuito a consolidare il gruppo: quando il contesto si eleva, si eleva anche il modo in cui ci si confronta.

Non ci interessa fare numero, ci interessa la qualità: vogliamo persone che abbiano voglia di lavorare su di sé e sulla propria azienda, non chi viene a farsi trascinare.

Combine, nel frattempo, è entrato nella mia quotidianità. Lo uso per costruire offerte e presentazioni, per scrivere lettere - come quella per il Giappone - e per rivedere strumenti come il mio profilo LinkedIn alla luce di Mission e Vision. Il risultato è una comunicazione più pulita, sintetica quando serve, ma molto più densa di significato. Chi oggi entra nel mio profilo capisce cosa faccio, perché lo faccio e che tipo di professionista sono.

Le riunioni mensili, i Mindset, le "pillole" quotidiane, il confronto con la community e l'uso di Combine fanno sì che Private non sia, per me, una semplice esperienza formativa, ma una presenza concreta nel mio modo di fare impresa.

Se devo riassumere cosa rappresenta Private nella mia storia, direi così: un metodo Vision & Mission driven, una community che offre feedback sinceri e un percorso che ti plasma nel tempo, in cui strumenti umani e intelligenza artificiale lavorano insieme per tirare fuori il meglio da me e dalla mia azienda.