Cesare Pallo
Consulente finanziario | Banca Generali
La storia di Cesare Pallo - Consulente finanziario | Banca Generali
Sono entrato in Private perché conoscevo già alcune persone che ne facevano parte. Parlandoci, ho percepito subito qualcosa di diverso: non entusiasmo di facciata, ma soddisfazione reale. Quando mi è stata proposta questa esperienza, ho accettato senza troppe esitazioni.
Vengo da Saluzzo e scegliere di andare a Torino significa fare più strada. Apparentemente è una scelta poco razionale, soprattutto quando potresti rimanere nella tua zona. In realtà è stata proprio questa distanza a convincermi. Uscire dal mio contesto abituale mi ha permesso di allargare gli orizzonti e di confrontarmi con persone che non avrei incontrato restando fermo. Entrare in un gruppo ancora in costruzione ha reso l'esperienza ancora più interessante: molte persone non le conoscevo, e questo ha trasformato ogni incontro in una scoperta.
Lavoro come consulente finanziario e mi occupo di gestione patrimoniale. Nel mio settore il confronto tra colleghi esiste già, ma qui ho trovato qualcosa di diverso. Il valore più grande nasce dal dialogo con professionisti e imprenditori che fanno mestieri lontani dal mio. È da prospettive esterne che arrivano spesso gli stimoli più utili, quelli che ti aiutano a vedere aspetti del tuo lavoro che, da solo, daresti per scontati.
Ogni incontro in community mi lascia qualcosa. Non sempre una risposta, a volte una domanda nuova, altre volte una semplice osservazione che apre un punto di vista diverso. Ciò che fa davvero la differenza è la molteplicità dei feedback: ascoltare più persone, con esperienze e sensibilità differenti, crea un livello di confronto che da soli è difficile ottenere.
Uno dei feedback che mi ha colpito di più riguarda la mia storia professionale. La mia attività nasce negli anni Ottanta con mio padre. Abbiamo lavorato insieme e, quando lui è andato in pensione, è subentrata mia sorella. È un'attività di famiglia. Ho sempre raccontato questo aspetto con naturalezza, senza rendermi pienamente conto di quanto fosse distintivo. Grazie al confronto, ho compreso che per i clienti rappresenta un valore importante: lavoriamo con le famiglie e, in un certo senso, siamo una famiglia per le famiglie. Oggi questo elemento è diventato parte consapevole della nostra missione e del nostro modo di presentarci.
Private è anche un luogo in cui ritrovo dinamiche molto simili a quelle del mio lavoro quotidiano. Alla base di tutto c'è la fiducia. Senza fiducia non esiste relazione, né con i clienti né all'interno di una community. Qui non c'è controllo, ma rispetto di regole condivise e di accordi impliciti che rendono possibile un confronto autentico.
Un altro aspetto che considero centrale è l'attenzione all'ascolto. Essere presenti non significa automaticamente ascoltare. L'ascolto attivo è una competenza che va allenata, e questo percorso mi aiuta a farlo con maggiore consapevolezza. Lo vivo come una palestra: qui mi alleno, poi ogni giorno scendo in campo nel mio lavoro.
Anche il lavoro sugli obiettivi mensili è parte di questo allenamento. Scriverli, dichiararli e tornare a verificarli significa assumersi una responsabilità. Non tanto verso gli altri, quanto verso se stessi. Anche quando un obiettivo non viene raggiunto, il confronto aiuta a capire cosa è successo e a trasformare un ostacolo in un punto di ripartenza.
Gli incontri non sono momenti di relax, ma di concentrazione. Sono spazi in cui il telefono si spegne e l'attenzione si riaccende. Li considero momenti di ricarica: mi fermo, faccio ordine, e riparto con maggiore lucidità. È un beneficio che ricade non solo su di me, ma anche sulle persone con cui lavoro.
Sono in Private da pochi mesi, ma ho capito che il cambiamento non richiede necessariamente anni. A volte basta un incontro, un mese, un piccolo obiettivo portato avanti con costanza. La differenza la fa quanto sei disposto a metterti in gioco.
Per me, Private non è un corso che finisce. È un percorso che continua nel tempo, finché decidi di restarci. Un luogo di allenamento, confronto e crescita costante. E ogni volta che faccio un po' più di strada, so che sto andando a trovare più valore.